«Ho un’idea!» disse lo Zar Nikolaj II Alexandrovich Romanov, in piedi davanti ad una vetrata, lo sguardo perso nell’infinito.
«Ci mancava un’altra idea brillante…», rispose sottovoce il suo generale.
«Cooooome?»
«Idea brillante, mio imperatore!»
«Ma non te l’ho ancora detta…»

📜 Lo Zar decide di sacrificare metà della marina militare per prendere un porto in Cina.
1 – Quando lo Zar disse “Ho un’idea” <- sei qui
2 – Se l’autolesionismo potesse galleggiare sarebbe questa flotta
3 – Dogger Bank: come anticipare la prima guerra mondiale di 10 anni
4 – Il giro del mondo in 80 sfighe
5 – Battaglia di Tsushima
Era quel Nikolaj Romanov, detto “il santo” dalla chiesa, “il sanguinario” dagli avversari.
Per tutti gli altri, “l’imbecille”.
In pochi colpi ben assestati riuscirà ad inimicarsi tutta una nazione, sterminare mezza popolazione, fallire in ogni scelta militare, diventare lo zimbello di Rasputin, ed infine venire esiliato e poi giustiziato insieme alla famiglia.
«Dicevo… Ho un’idea! Invadiamo la Kamchatka!… ehm… Port Arthur in Cina! Potremo navigare invece che fare pattinaggio su ghiaccio!»
«Di nuovo fatto tardi giocando a Risiko?»
Lo Zar aveva parlato.
E come sempre, qualcuno sarebbe morto per dimostrargli che era un’idea di merda.
Port Arthur
Port Arthur: chiamato Lüshun se sei cinese, Port Arthur se lo vuoi invadere.
All’epoca era già occupato dai giapponesi, i quali, vedendo le corazzate russe, optarono per un’umiliante ritirata strategica.
Che saranno fighi i samurai, l’onore e il seppuku, però nemmeno arrivare alla pensione è brutto.
Anche il Giappone seguiva la moda dell’epoca di invadere altre nazioni: era aggressivo come un chihuahua ma debole come Crilin all’inizio della serie. Fino a quel momento invadere Cina e Corea era stata l’unica opzione, trasformata a quel punto in un vero hobby da fare ogni fine settimana insieme alla famiglia.
Un hobby a cui non erano disposti a rinunciare.
Ordinarono con Glovo delle corazzate inglesi ed attaccarono Port Arthur, e solo dopo dichiararono guerra.
Una strategia, quella dell’attacco a sorpresa “a sorpresa”, che sfrutteranno fino a Pearl Harbour.
La piccola ma incazzosa flotta giapponese riuscì così in soli due giorni ad umiliare quella di una superpotenza, lasciando di stucco tutte le nazioni europee.
Per non parlare della Russia.
Iniziò così la guerra Russo-Giapponese
Per tirarsela, anche il Regno di Montenegro dichiarò guerra al Giappone.
Nessuno li prese in considerazione.
Durante l’assedio, la marina russa ebbe l’idea geniale di piazzare dei campi di mine galleggianti.
La nave addetta a piazzarle, ne colpì una.
Affondando.
Con l’unica mappa delle mine.
Inviarono un incrociatore per capire cosa fosse successo, e colpì una mina.
Affondò, ma vinse il Darwin Award del 1904.
I giapponesi guardarono la scena in silenzio.
Poi uno chiese: «…ma quindi dobbiamo sparare o basta aspettare?»
Per tentare di ribaltare la situazione venne dato il comando all’ammiraglio Stepan Makarov ed alla sua barba hipster. Nel giro di poco tempo riuscì a ridurre il numero di autoaffondamenti, sollevando così il morale.
Tutto filò relativamente liscio finché i giapponesi adottarono una strategia presa para para da Starcraft, gioco sconosciuto a Makarov.
Individuarono un torpediniere russo in perlustrazione nella nebbia, inviarono poche navi a chiedere l’ora, la torpediniera chiese aiuto via radio, e Makarov accorse con 3 corazzate e diversi cacciatorpedinieri.
«Ammiraglio, ma non le sembra una trappola?»
«No, fidati: me lo sento nella barba!»
Giunto sul posto, la nebbia si dissolse, e trovandosi davanti l’intera flotta giapponese ordinò di virare verso la costa. Dove i giapponesi avevano piazzato altre mine.
Roba che nemmeno i lemmings…
L’ammiraglio giapponese, sentendosi un po’ in imbarazzo per una vittoria del genere, fece innalzare le bandiere a mezz’asta in segno di cordoglio per l’avversario.
Makarov venne sostituito dall’ammiraglio Nikolai Skrydlov, che si diede immediatamente per disperso.
«Ah mannaggia! Volevo andare anche io a morire là, ma vabbè sarà per un’altra volta», dichiarò Skrydlov.

Stepan Osipovich Makarov
buonanima…

Continua in Se l’autolesionismo potesse galleggiare, sarebbe questa flotta, dove lo Zar manda in aiuto un’altra flotta, ma è composta solo da ubriaconi.