I processi di Loudun

Jeanne guardava fuori dalla finestra.
La catena alla caviglia tintinnava appena.

«Da bambina avevo un uccellino in gabbia. Una gabbia bellissima. Cibo, acqua, un tetto. Pensavo che fosse felice. Che quello fosse il suo posto.»

Fece una pausa.

«Mi ricordo che cantava sempre, pensavo che lo facesse per me.»
«Ed invece?», domandò calmo padre Barre seduto all’angolo opposto della stanza.

«Invece adesso capisco quanto stesse soffrendo in quella gabbia. Cantava perché era l’unico modo per farsi sentire.»
«Soffriva?»

«Sì! Soffriva! Ma nessuno lo capiva!» il tono si agitò di colpo, «E odiava!»
«Chi è che odiava, Jeanne?»

«Tutti! Odiava tutti quelli che erano fuori da quella gabbia!»
«E perché li odiava?»

«Perché erano liberi! Di fare quello che volevano! Di essere se stessi!»
Cominciò a singhiozzare.

«Anche… Anche io a volte sogno di essere un uccello e volare fuori. Volare via.»
Guardò una nuvola cambiare forma mentre correva nel cielo.
La catena tintinnò di nuovo.

Padre Barre alzò lo sguardo.
Per un istante sembrò quasi capire.
Poi tornò serio, prese la penna e cominciò a scrivere.

«Allora… soggetto ammette…» mormorava compitando, «…di assumere forma di volatile durante le ore notturne…»

«Cosa? No, io intendevo…»

«…tramite patto demoniaco… La rondine o il corvo, sorella? Per il verbale è importante.»

«Non sono un uccello!»
«Quindi nega di volare. Ottimo, lo scriviamo come reticenza.»

Jeanne si sentì svuotare. Con una vertigine sentì che tutto si stava allontanando da lei, che era ancora più sola.
Più tradita.

Sgranò gli occhi, si voltò di scatto verso l’esorcista e gli si lanciò contro urlando parole spezzate.
Prima che le dita potessero conficcarsi nel suo viso, la catena si tese e precipitò a terra.
Ai suoi piedi.
Cominciò a piangere e colpire il pavimento di pietra con i pugni.

«Non c’è nessun dubbio che il demonio sia entrato in questo convento», disse padre Barre ritrovando la calma.

«Ma non dovete più temere, sorella. L’uomo che vi tormenta è già in custodia. In questo momento si trova ospite del magistrato Laubardemont.»

Jeanne non sembrò reagire a quelle parole.

«Entro poche ore verrà processato. Confesserà, confessano sempre, e prima di sera sarà condannato al rogo.»
Fece una pausa compiaciuta.
«Sempre che quanto ci avete riferito sia vero, beninteso.»

Jeanne si zittì.
Aveva chiesto un confessore e le era arrivato un esorcista.
Aveva voluto un uomo e ne stava per ardere uno.
Voltò la testa per guardare di nuovo fuori dalla finestra.

jeanne des anges

📜 Nel convento di Loudun, le suore vengono assalite da spiriti e demoni interessati più al corpo che all’anima. Le suore, per qualche motivo, non sembrano avere fretta di liberarsene.

1 – Le possessioni di Loudun
2 – Lo stregone di Loudun
3 – I processi di Loudun <- sei qui
4 – I demoni di Loudun
5 – I roghi di Loudun

Ancora 5 minuti

Séraphin e Célestin prima dell’alba si diressero alla cella di Grandier per prelevarlo e condurlo in tribunale.
Lo trovarono in preda agli incubi urlante «La faccia no! Vi prego, la faccia no!»

Si scambiarono uno sguardo infastidito.
Séraphin fece sbattere rumorosamente la porta, e per lo spavento il prigioniero schizzò giù dalla branda.

Si guardò attorno.
«Non era un sogno allora! Vi prego, non fatemi del male!»
Célestin emise un ringhio profondo e Grandier si zittì.
Almeno temporaneamente.

I due si fecero da parte e senza dire niente indicarono la porta.

«Ma… Così? Senza possibilità di fare un bagno? Mettere vestiti adatti? Una pettinata…»
Lo presero per le gambe e le braccia, ignorando le urla.
Come d’abitudine.

Lo trascinarono fuori dalla cella e lungo il corridoio, fino al portone.
Sulla soglia, in controluce, ad attenderlo c’era Laubardemont.
«Grandier! Che piacere. Mi hanno detto che avete passato una brutta notte. Bene.»
«Dove mi state portando?»
«Al processo, naturalmente. Una formalità.» Gli sistemò il colletto con gesto paterno. «Ma volevo salutarvi di persona. Presto sarete un mio cliente, e prima di allora non avremo modo di parlare con calma.»

Grandier deglutì.

«Vi dispiace se vi metto questa benda? Sa, è la tradizione.»
«Sì che mi dispiace!»
«Ehhh…» fece Laubardemont sovrappensiero, mentre gli copriva gli occhi. «Ma temo che saranno tante le cose di cui vi dispiacerete.»

«Ah! Una buona notizia: il cardinale sta cercando di liberarsi l’agenda.»
«Per cosa?»
Laubardemont sorrise. 
«Per esserci. Tiene molto ad assistere.»

grandier tribunale

La prima volta è sempre un po’ deludente

Venne gettato al centro del tribunale e si mise subito in ginocchio.
«Vi prego, non fatemi del male»
Non ottenne nessuna risposta.

Sollevò lentamente la benda e si rese conto che il processo si svolgeva in un tribunale ecclesiastico ordinario.
Lo si può immaginare come un’istituzione vicina ad un tribunale moderno, se non fosse che si occupasse di stregoneria e spiritismo.

Si voltò e scoprì di essere osservato da 12 ecclesiastici.
I giudici.
Si alzò di colpo producendo due colpetti di tosse.

«Tutto qui?»
Disse Grandier, sistemandosi l’abito.
«Devo ammettere che mi avevate quasi fatto preoccupare.»

Quel tipo di tribunale poteva anche determinare una condanna a morte, ma seguiva pur sempre le regole della logica, prove e testimonianze.
Sempre nell’ambito di gente che crede nella stregoneria.

A fare l’accusatore ci pensò Mignon.
E l’accusa in sé era molto debole: non c’erano prove di nessun tipo, solo la testimonianza di suore fuori di testa.

«Grandier! Ammettetelo!»
«Padre Grandier», precisò Urbain.
«Cosa?»
«Padre Grandier. È il titolo con cui dovete rivolgervi a me.»

Mignon lo ignorò.

«Avete fatto un patto con il diavolo per entrare sotto forma di spirito nel convento e concupire tutte le suore!»
«Vi rendete conto che avrei avuto la possibilità di entrare come confessore e concupirle sotto forma di me stesso? Lo capite quanto sia assurdo?»

«Grandier, come si spiega allora che tutte le suore diano la stessa versione?»
«Si sono messe d’accordo.»
«Tra suore di clausura?»

«Con il pensiero! Come fanno tutte le donne.»

Rimase in silenzio per qualche secondo.
«Ok, questa ve la concedo.»

Mignon decise di cambiare tattica.

«Grandier, voi avete fama di essere un latin lover, di piacere alle donne»
«Mah… diciamo che ho un mio fascino», precisò.
«Eppure siete francese! Quando si è sentito dire mai un francese latin lover?»
«Mi pare che stiate abusando degli stereotipi. E poi il latino lo parlo. Amo il mio gregge. Sono un latin frater.»

«Bene! Ricordate che siete stato voi ad ammettere di esserlo!»

Mignon fece una pausa per consolidare quelle parole nella mente dei giudici.

«Ed i piaceri della carne non sono forse un’invenzione del demonio per corrompere le nostre anime? Mentre Dio, per salvarci mettendoci alla prova, ci manda guerre e carestie!»
«Guardi… Messa così, su due piedi preferirei non rispondere.»

Grandier sentì il peso dello sguardo dei giudici.
Tentò una difesa.

«Voglio farvi io una domanda adesso! E se fosse il demonio a fargli pronunciare il mio nome solo per far condannare un innocente?»

Mignon sbuffò.
«Si vabbè! Complotto! Adesso non mettiamoci a inseguire teorie fantasiose.»
«Fantasiose?»

«Esatto! Atteniamoci ai fatti.»
Pausa tattica.
«Voi avete stipulato un patto con Satana, siete entrato nel convento sotto forma di spirito, avete tormentato le suore e tentato di corromperle con pensieri impuri.»

«E questa sarebbe la spiegazione basata sui fatti?»
«Di gran lunga la più probabile.»

«Probabile? Vi rendete conto che tutto si basa sull’accusa di donne, ed in quanto tali isteriche?»
«Porti rispetto! Si tratta pur sempre di suore!»
«Ed io sono prete, sono loro che dovrebbero rispettarmi.»
«Anche questo è vero…»

«E ammettiamolo: cosa c’è di più inquietante di una suora? Forza! Nominatemi un film, a eccezione di Sister Act, in cui le suore sono personaggi positivi!»

Silenzio.
Poi, da qualche parte tra gli scranni, una voce.

«…in effetti.»
«Però in Sister Act c’era Whoopi Goldberg.»
«Eh, tutti amano Whoopi Goldberg.»
«Brava la Goldberg.»
«Bravissima.»

Mignon si voltò di scatto verso i banchi.
«Possiamo tornare al patto con Satana?»

Grandier allargò le braccia verso il tribunale, come a dire visto?

«Ma dove vi sentite? Questo è un tribunale e voi siete sotto accusa! Non è il momento per giocare a fare il grande oratore!»
«È che da bambino frequentavo sempre l’oratorio, e oratore ci sono diventato. Poi non voglio dire di essere grande», si voltò per ammiccare verso i giudici, «è che accanto a voi tutti lo sembrano»

Risatine malamente soffocate dagli scranni.


«Bravo, bravo, continuate a fare lo spavaldo, ma noi sappiamo con certezza che avete mandato le rose! Lo avete confessato nell’interrogatorio del magistrato!»
«Eh, come fate per 7 rose!»
«Ed in ogni rosa c’era un demone!»
«Eh? Cosa?»

«Durante l’esorcismo è stato cacciato il demone Asmodeo!»
Tutti si fecero il segno della croce.

«E poi Zabulon!»
Tutti ripeterono meccanicamente il gesto.

«Isacaron!»
Segno.

«Leviatano!»
Segno.

«Padre Mignon, per favore sorvoliamo su questi dettagli», lo interruppe un vescovo.

Si schiarì la gola e riprese.
«Ed è a questo punto, Grandier, che la madre superiora ha fatto il vostro nome!»

«Ma insomma! Prima io come spirito, adesso i demoni dentro le rose! Ma chi è il cretino che ha fatto questo esorcismo?»
«Io!»
«Ora mi spiego tutto.»
«Volevo dire, io stesso ho assistito padre Barre in questi esorcismi!»

«Sicuro…», ridacchiò.

«Avete poco da ridere! In questo momento gli incaricati del tribunale stanno perquisendo la vostra parrocchia in cerca di libri di magia, simboli, medaglioni!»
«Cioè… stanno perquisendo tutto tutto tutto? Anche la scatola sotto il letto?»
«Quella per prima!»

Grandier deglutì.

suor whoopi goldberg

Assolto. Per ora.

Il processo venne sospeso per 3 giorni in modo da non tralasciare nessuna possibile prova.
Solo che durante le perquisizioni non avevano trovato niente di compromettente.

O meglio.

Avevano trovato tante lettere che avrebbero compromesso metà delle mogli della nobiltà di Loudun.
Per carità, tutte bruciate per evitare altre complicazioni!
Letture interessanti comunque.

Tutto il processo stava diventando così infondato e ridicolo che qualcuno propose di spostarlo alla procura di Parma.

Alla fine del terzo giorno, Mignon ricevette una lettera.
Era del vescovo di Bordeaux.
Un amico di Grandier.
In passato aveva già usato la sua influenza per tirarlo fuori dai guai.

Il contenuto della lettera era molto stringato, ma non lasciava spazio ad interpretazioni.

Annullate immediatamente il processo, rilasciate Grandier, mandatelo qui a Bordeaux.

Fu costretto ad obbedire.
Assolto sia per mancanza di prove che per esuberanza di amicizie.

Digrignò i denti per tutto il tempo che Grandier impiegò ad uscire dal tribunale.
«Ciao Mignonetto, salutami tua nipote che è tanto che non la vedo», lo schernì Grandier tronfio appena riassaporata la libertà.

Giunto a Bordeaux si dovette sorbire una sfuriata del vescovo.
«Ti ho salvato nel primo articolo per “condotta non canonica”», disse rompendo la quarta parete, «non volendo dire che hai fatto porcherie con una ragazzina nobile.»

«Ma avrebbe dovuto vede…», tentò di giustificarsi Grandier.
«Cristo! Stai zitto! Almeno cercatele contadine!»

Il vescovo era fuori dalla grazia di Dio.
Fece una pausa ansimando, poi ripreso fiato continuò con un tono più basso ma che non ammetteva obiezioni.

«Ti sto salvando adesso dal rogo per stregoneria.»

Grandier provò ad aprire la bocca per dire qualcosa ma il vescovo lo fulminò.

«Adesso mi fai il favore di tornare in canonica, di fare il voto del silenzio e di castità e di non farti più sentire fino alla rivoluzione francese! Chiaro?»

«Chiaro sto gran…»
«Pensa bene alla prossima parola, o ti giuro che ti smembro con le mie stesse mani!»

«…cespuglio di fragole… Questo stavo per dire…»
Tossicchiò e riprese con il tono spavaldo.

«Adesso parlo io! Sono vittima di un complotto di Richelieu! E’ invidioso di me! Ha tentato di uccidermi! Gliela farò pagare! Lo svergognerò! Si pentirà di avermi conosciuto!»
«Ossignore…» gemette il vescovo accasciandosi su una sedia.

«Tutti devono saperlo a Loudun! Tutta Loudun e provincia! Pure a Parigi! Tutta Parigi e provincia! Tutta la Francia deve saperlo! Tutta Francia e provincia!»

vescovo bordeaux

Il secondo processo è sempre il più difficile

Grandier venne gettato nuovamente al centro del tribunale.
Solita benda.
Ci stava facendo l’abitudine.

Si mise in piedi con calma, e sistemandosi l’abito disse spazientito: «Mignon, pensavo che il vescovo fosse stato abbastanza chiaro»

«Ma quale Mignon?»
Riconobbe immediatamente quella voce melliflua.
Rabbrividì

Si tolse la benda.
«Laubardemont! Ma che ci fate qui? Questo è un tribunale ecclesiastico.»
«Lo presiedo»
«Ma voi siete un laico!»
«Ho avuto una dispensa direttamente dal cardinale»

Grandier si sentì mancare il fiato.

«Sa, questo è un tribunale un po’ particolare. Anche i giudici sono, come dire, speciali.»
Indicò gli scagnozzi di Richelieu raccolti in giro per la Francia.
«Stiamo facendo la storia! È contento?»

«Ma il vescovo…»
«Il vescovo di Bordeaux, questa volta, non potrà aiutarvi. Nessuno potrà farlo.»

«Questo lo vedremo! Di cosa mi accusate questa volta? Di essere finito sulla luna con un salto?»
«Non mi dia spunti!», ridacchiò, «Voi siete accusato delle medesime cose del precedente processo.»

«Ma sono stato assolto! Il tribunale ha stabilito che non c’erano prove!»
«Uhhhh! Le prove! Quelle non saranno un problema.»

Ridacchiò di nuovo.

«E comunque quello me lo chiamate tribunale?»
«Come dovrei chiamarlo allora?»
«Ho visto bambini rubare una mela e venire trattati con più severità.»

«Era un tribunale in piena regola!»
«Ma uno presieduto da Mignon? Ma suvvia! A proposito, non è stato corretto fargli fare quella figura da fesso», si soffermò un attimo pensieroso, «anche se non è che ci volesse chissà che…»

«Se l’è cercata!»
«E su questo devo darvi ragione», ammise Laubardemont.
«Eh? Cosa?»
«Ma sì! Gliel’avevo detto che non era cosa adatta a lui, però ci teneva tanto a farvi condannare. Mi ha fatto pena.»

«Pena? State giocando con la mia…»
«Partiamo dall’inizio», lo interruppe secco Laubardemont, «Ho letto il resoconto dell’altro processo. Qui risulta che siete un donnaiolo.»

«Ancora? Che c’è di male?»
«Potremmo chiederlo a qualche marito, se vuole li mando a chiamare.»
Grandier si ritrasse istintivamente di un passo.

«Ecco, bravo, datevi una calmata. Avete anche una certa età per andare in giro a fare il donnaiolo.»
«solo 44 anni…»

«Non avete nemmeno un bell’aspetto.»
«Però mi cadono ai piedi lo stesso.»

Il problema non è tanto che andate dietro alle donne, piacciono anche a me.»
«Ecco! Lo vede?»

«Stia zitto e parli solo se interrogato! Il problema è che voi le donne le odiate.»
«Ma che sta dicendo?»

«Le trattate come pezze, le sminuite, le insultate, al più le usate.»
«Ecco, io…», Grandier non si aspettava di ricevere una morale in quelle circostanze.

«Eppure vi cadono ai piedi anche se le trattate male.»
«Beh, vede…», provò a nascondere una lieve ventata di orgoglio.

«Quindi è evidente che utilizziate un sortilegio»
«Io, sa…», sgranò gli occhi rendendosi conto della trappola.

«Che c’è? Non avete niente da dire?» lo schernì.

Grandier aprì la bocca.
Poi la richiuse.
Per la prima volta in vita sua non trovò una risposta. 

«Lo dico io allora, preferireste Mignon in questo momento, non è vero? A proposito, anche sua nipote vi manda i saluti.»

«Ce… Ce l’ho una cosa da dire! Voi dite che le suore sono possedute? Allora farò io l’esorcismo!»
Fece di nuovo un passo in avanti, poggiandosi impettito al banco.

Laubardemont rimase interdetto qualche secondo, con gli occhi bovini fissi su Grandier.
Si massaggiò il mento, e poi soddisfatto esclamò:

«Ma è un’idea grandiosa! Non ho mai visto un esorcismo di persona!»


satana in chiesa

Continua in I demoni di Loudun, dove il diavolo in persona viene chiamato a testimoniare in chiesa e giura pure sulla Bibbia.


Cosa c’è di vero

I demoni hanno quei nomi per davvero: Asmodeo, Zabulon, Isacaron e Leviatano sono tutti nei verbali degli esorcismi, ognuno con la sua posizione nel corpo di Jeanne. E il veicolo d’ingresso messo a verbale era proprio il mazzo di rose.

Il primo processo andò davvero così: accuse basate solo sulle testimonianze estratte dagli esorcismi, nessuna prova materiale.

È l’arcivescovo di Bordeaux, che aveva già salvato Grandier da una condanna per “condotta non canonica” qualche anno prima, ad intervenire. Fa sospendere gli esorcismi e fa cadere tutto per mancanza di prove. Assolto, esattamente come avete letto.

Anche il secondo processo è storia: Richelieu istituì una commissione speciale presieduta da Laubardemont, un laico a capo di un processo per stregoneria, con giudici selezionati uno a uno e, dettaglio importante, il divieto esplicito di appellarsi al Parlamento di Parigi. L’assoluzione precedente venne semplicemente ignorata: stesse accuse, nuovo tribunale, stavolta costruito per non poter sbagliare.

Richelieu seguì da vicino il processo, assicurandosi che le informazioni si diffondessero in tutta la Francia.

E la sparata finale di Grandier “farò io l’esorcismo” accadde davvero.

L’interrogatorio di Jeanne, le lettere, le battute in aula e Whoopi Goldberg sono invenzioni. Su Whoopi Goldberg speriamo non ci fossero dubbi.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *