«Grandier, ne ho viste persone resistere fino all’ultimo. Li chiamo i testardi, e alla fine confessano tutti. Ma voi, voi non siete testardo, siete solo superbo. Per essere un prete avete scelto di approfondire per bene i peccati capitali.»
Le possessioni di Loudun
I demoni di Loudun
Laubardemont si svegliava sempre di buon umore.
Non perché avesse una vita felice.
Semplicemente era un uomo che dormiva con il cuore in pace.
I processi di Loudun
Séraphin e Célestin prima dell’alba si diressero alla cella di Grandier per prelevarlo e condurlo in tribunale.
Lo trovarono in preda agli incubi urlante «La faccia no! Vi prego, la faccia no!»
Si scambiarono uno sguardo infastidito.
Lo stregone di Loudun
Urbain Grandier era stato convocato nella residenza del magistrato Jean de Laubardemont.
Normalmente non sarebbe stata una buona notizia, ma lui si sentiva al sicuro.
Le possessioni di Loudun
Nel silenzio della sua cella, suor Jeanne si sveglia di colpo.
Ai piedi del letto c’è una figura.
Il vecchio confessore, morto pochi mesi prima.