Timothy Dexter: storia di un idiota incredibilmente fortunato

Timothy Dexter

Timothy Dexter nacque povero nel 1747 in Massachusetts.
Era ignorante come una capra e affabile la metà.
Eppure divenne uno degli uomini più ricchi della sua epoca.

E se vi state chiedendo come abbia fatto uno così a diventare ricco… abbiate pazienza. 
C’entra una teiera. E no, non è una metafora.

Ma basta spoiler.

Dicevo: povero in un contesto in cui bastavano due pasti al giorno per essere considerati benestanti.
I suoi genitori erano umili contadini di origine irlandese.
Gli sarebbe andata molto peggio se fossero stati stagisti.

A 8 anni aderì a una primissima versione dell’alternanza scuola-lavoro, con la formula “inizia a lavorare adesso, torna a scuola mai”.
Svolse il tirocinio in una fattoria per altri 8 anni, e poi decise che vabbè che l’aria di campagna fa bene, ma stare immerso nella merda di vacca era troppo per il suo olfatto.

Andò quindi a fare il servo in una conceria, che è uno dei posti più puzzolenti e insalubri al mondo.
No, non so con quale logica.

La sua vita monotona prese una svolta quando vide un oggetto luccicante mezzo seppellito nel fango.

La svolta della vita

Lo estrasse e vide che si trattava di una specie di teiera in ottone.
Pensò di poterci tirare su qualcosa al mercato.
Cominciò a pulirla per guardarla meglio, ma gli arrivò addosso una nuvola di fumo azzurrognolo che gli fece lacrimare gli occhi.

Quando smise di tossire, li riaprì e si accorse che davanti a lui c’era un uomo dalla pelle scura.

Guardò meglio e notò, con un po’ di invidia, gli abiti strani ma dall’aspetto costoso e il pizzetto molto curato.
Si convinse che doveva essere uno schiavo sciccoso di Philadelphia.

«Ehi! Tu!», lo apostrofò infine, «Hai combinato tu questo fumo? Stai arrostendo pesce?»
«Sì. No», rispose l’uomo con calma.

«Eh? Fai il brillante? Ti senti un genio
«In effetti io sare…», tentò di dire.

«Ma smettila! Voglio che non mi pigliaresti in giro!»
«Concesso», fece con un impercettibile sorriso di soddisfazione.

«E ci mancheresse! Dimmi subito chi è il tuo padrone e poi vediamo chi ride!»
«Concesso. Sei tu il mio padrone», adesso con un sorriso pieno.

«Io? Volessi farti campare da me? Non ce li ho i soldi, mi piaceresse averceli» si fermò un attimo, «diventare schifosamente ricco…»
«Concesso!» urlò l’uomo euforico.

In millenni di attività quello era il suo record di velocità.
Ad esempio, l’ultima volta che era stato richiamato…
A proposito.
Quanto tempo era passato?

L’uomo si guardò intorno confuso, annusò l’aria, sgranò gli occhi ed esclamò «1766!» poi sottovoce «Ma quanto ho dormito?»
E così sollevando un’altra nuvola di fumo, sparì.

Timothy fissò il punto dove si trovava l’interlocutore, si guardò le mani vuote,  e urlò: «Maledetto! Mi hai fregato la teiera! Ma io non ci resto più qui in mezzo a ladri e vacche! Me ne vado via!»
Poi aggiunse «Appena trovo i soldi»

La prima fortuna in 22 anni

Tornando verso casa, incrociò un capannello di persone, sbirciò e si accorse che l’attenzione era tutta rivolta a un tipo allegro con una cassetta di legno e 3 carte «Trova la regina, vinci la cinquina»
Si grattò il mento e decise di puntare una moneta sulla carta centrale.

Il truffatore la sollevò e disse «Ah peccato! Dai riprova»
«No, scusa», lo interruppe Timothy, «è la regina, le conoscessi le carte»

Abbassò lo sguardo sulla carta.
Era una regina.

Allibito guardò i compari, poi la carta, poi la carta vincente nascosta nella manica.
Dopo qualche secondo riprese «Ahahah! Bravo, hai vinto, ma che ne dici di raddoppiare? Eh?»
«Ma sì, dai, oggi mi sentissi fortunato»

Puntò di nuovo. Vinse.
Ripuntò. Vinse.
Il truffatore cominciò a sudare.

Timothy indicò una carta a caso senza neanche guardare il tavolo. Vinse.
Dopo pochi minuti li aveva sbancati e si allontanò con un gruzzoletto, convinto di avere un talento naturale per le carte.

Ne vinse abbastanza per trasferirsi a Charlestown e lasciarsi il lavoro in conceria, e soprattutto la puzza, alle spalle.

Primo giorno della nuova vita

Giunto lì, trovò subito lavoro. Ma di nuovo come conciatore.
Apprendista conciatore!

Fu così che nell’attraversare la città per una consegna, passò sotto un’impalcatura da cui pendeva una grossa cassa di legno sospesa con delle corde.

Inciampò in una corda tesa che saliva verso l’alto, furioso, cominciò a morderla, il nodo si sciolse e la corda volò in alto insieme all’incisivo superiore.
«Ecco, frava scappa! Che se fi piglieressi fe la farei federe!»

Pochi istanti dopo udì un boato e le urla della gente.
Si voltò infastidito.

Era caduto qualcosa di grosso.
Su di un tizio.

«Eh, la gente non fa mai attenzione», disse tra sé e sé.

Cercò di farsi strada tra la folla che accorreva dalla direzione opposta, e si ripeté che questa città era piena di matti.

Fiori d’arancio

Il giorno seguente si ritrovò a dover consegnare una borsetta molto costosa nello stesso quartiere.
Gli aprì una donna bionda vestita con un lungo abito nero.

«Oh, grazie, è la borsetta nera che avevo richiesto»
«Signora, a lei deve piacere tanto il nero» 
«Ma no! E poi adesso va di moda il celeste pallido. È che ieri mio marito è morto. Sa, gli è caduta una cassa in testa. A proposito, sono vedova. Mi chiamo Elizabeth Frothingham
«Avesse dovuto fare attenzione»
«Quello che dico anche io»

Timothy rimase in silenzio per un momento.
Vedova.
Borsetta costosa.
Casa grande.

La donna aveva 10 anni in più, ma Tim seppe guardare oltre la differenza di età, e la vide per quello che era realmente: ricca.

«Posso invitarla a prendere un tè? Conosco…»
«Ma no!» lo interruppe «sono vedova da ieri, cosa penserebbero i vicini? Facciamo mercoledì prossimo.»
Timothy sfoggiò un sorriso pieno a 31 denti.

Fu amore a prima vista.
Inspiegabile come quello tra Roger e Jessica Rabbit.

Convolarono a nozze da lì a poco, e finalmente Timothy divenne ricco.
Ma lui aveva altri obiettivi: voleva diventare schifosamente ricco.

L’alta società

Comprò una villa e si mise in proprio nella vendita di prodotti in pelle, la sua scalata si interruppe solo quando si affacciò all’alta società.
Il problema era che anche gli altri lo vedevano per quello che era realmente: uno zotico cafone arricchito.

Lui non la prese bene, e sommerse il governatore di lettere, implorandolo di concedergli un qualsiasi ruolo nel governo locale.
Considerate che avendo lasciato la scuola a 8 anni, parlava come Cleitus dei Simpson, ma scriveva peggio.

Capite la sofferenza del povero governatore che per toglierselo dai piedi gliene concessero uno: informatore di cervi.
Lo crearono apposta per lui, e consisteva nell’andare in giro per i boschi e cercare cervi.
Lui ne fu sempre orgoglioso.
Non importa il fatto che da anni non si vedessero cervi nella zona.

The Continental

Trovato un posto di prestigio, poté tornare a quello che gli stava veramente a cuore: fare soldi.

C’è da fare una piccola ma necessaria digressione.
Mentre Tim andava in giro per boschi, successero un paio di cosette, come il Boston Tea Party e la Guerra d’indipendenza.
Venne emanata una moneta chiamata “Continental dollar”, che valeva più o meno quanto la lira padana, cioè niente.
Si diffuse il modo di dire “non vale un continental”.

I pochi che l’avevano in tasca cercavano di liberarsene scambiandolo anche con centesimi.
Tim si grattò di nuovo il mento e pensò:
– altri > scemi > vendono denaro
– io > intelligente > faccio opposto > compro denaro


Come il più sprovveduto dei giocatori d’azzardo usò tutte le finanze proprie e della moglie per acquistare continental.
«Amore, Tim, ma sei proprio sicuro? Poi che ci mangiamo?»

Riempì tutte le stanze di carta straccia.
La storia potrebbe finire qui, con lui che muore di stenti deriso dai vicini, e la moglie che si risposa, ma avvennero un paio di fortuiti miracoli.

  1. Nel 1790, venne stabilito che il continental valesse l’1% del valore indicato, già molto più di niente.
  2. Il Massachusetts decise di strafare e lo valutò al 100%, dietro consiglio di un uomo dall’aspetto mediorientale, che nessuno ricordava di aver mai visto prima.

Cioè, in una sola notte Timothy divenne uno degli uomini più ricchi in entrambi i continenti americani.

Divenne ancora più arrogante, aumentando il fastidio tra i membri dell’alta società in cui voleva insinuarsi a gomitate.
Con la stessa logica e consapevolezza di un tiktoker agli arresti domiciliari ne dedusse: erano tutti invidiosi di lui.

Una nuova “nuova vita”

Impacchettò quindi soldi e moglie e partì per Newburyport.
Dove divenne ancora più ricco.

Comprò in ordine sparso: 

  • un’intera flotta per darsi al commercio, 
  • una carrozza pacchiana con le proprie iniziali, 
  • un maneggio per poterla far trainare da un cavallo differente ogni domenica.

Poi non trovando una villa più grande della precedente, se la fece costruire.
Gigantesca.

Con un giardino enorme adornato con statue di legno realizzate dai più costosi artisti europei.
I soggetti delle statue erano i più grandi personaggi americani, inutile dire che per completezza fu quindi costretto a farne realizzare una di sé stesso.

In più, durante le assenze della moglie, la trasformava in una succursale di Sodoma.


I vicini non apprezzarono.
Invidiosi anche loro.
Crearono un comitato segreto per farlo sloggiare, e stabilirono che il contrappasso migliore fosse farlo fallire economicamente.

Vendere ghiaccio agli eschimesi

Jacobson invitò Timothy a pranzo e gli suggerì di acquistare degli scaldaletti per rivenderli nelle Indie occidentali.

Newburyport è a due passi dal circolo polare artico, quindi ha senso che la gente acquisti degli scaldaletti, ma per le Indie occidentali si intende praticamente Cuba, che è vicino all’equatore.
Non se ne fanno niente degli scaldaletti, comprerebbero molto più volentieri dei climatizzatori, o una Coca Cola ghiacciata.

Ma le uniche cognizioni geografiche che Timothy possedeva erano “sopra cielo”, “sotto terra”.
«Mi pare un’ottima idea!» disse infatti.
«Bene», fece Jacobson tentando di non esultare, «secondo me dovresti comprarne 1.000», e si mise una mano sulla bocca per trattenere una risata isterica.
«No, ne comprerò 42.000»
«Coooosa?» svenne. 

Timothy partì tra le risa di tutta la città con 9 navi ripiene di scaldaletti.
Ma quando scaricò le casse, il proprietario di una piantagione di zucchero gli urlò «Ehi! Il mio nuovo schiavo mi ha detto che vendi mestoli. Quanto vuoi per 10?»

Timothy lo guardò perplesso.
Non ricordava di aver parlato con nessuno, e poi…
«Mestoli?»
«Sì sì, quelli lì»

Uno scaldaletto era a forma di padella di ottone con un lungo manico, e chiamalo come vuoi, ma era uguale a un grosso mestolo.
Ideale per la preparazione della melassa.
Una delle maggiori attività commerciali delle Indie occidentali.

Glieli comprarono tutti a un prezzo quasi doppio.

Selling coal to Newcastle

Il comitato del male si riunì di nuovo in una seduta d’emergenza.
«Jacobson idiota guarda che hai combinato! Adesso è peggio di prima! Mi ha anche portato un barattolo di melassa!»
«L’abbiamo deciso insieme, e perché a me non ha portato niente?», fece risentito.
«Calma, ho io l’idea giusta», fece qualcuno dal fondo della sala, «carbone»
«Carbone?» ripeterono tutti perplessi.

Questa volta fu Lord Warburton a invitare Timothy a pranzo, e senza giri di parole gli consigliò di mandare un carico di carbone a Newcastle.
«Si può fare…», rispose massaggiandosi il mento.

Newcastle upon Tyne è una città famosa per 2 cose: la squadra di calcio e la produzione smisurata di carbone, di cui era anche hub commerciale europeo.
Vendere o portare carbone a Newcastle era un modo di dire dell’epoca che indicava un’azione senza utilità, si potrebbe dire che era un’azione a mmatula.

Il povero Timothy non sapeva dove fosse, figuriamoci il modo di dire.
Spese una fortuna per stracaricare le navi, attraversò l’oceano, ed arrivato a Newcastle scoprì che il carbone ce l’avevano già, ma che non lo stavano vendendo a causa di uno sciopero fomentato da un sindacalista con un pizzetto impeccabile e abiti decisamente fuori contesto.

Arrivò in un momento in cui c’erano commercianti disperati per acquistare carbone, e lui ne aveva il monopolio.
Ovviamente a un prezzo totalmente fuori mercato.

Tornò a casa con un barile e mezzo di argento, come un pirata.

Lord Warburton non si fece vedere fuori casa per un mese.

«Ok ok, siamo andati troppo sul sicuro, adesso proviamo con qualcosa di più assurdo», disse con una nota di tensione il nuovo presidente del Comitato anti-Timothy.

Unstoppable

Fu così che dietro consiglio di Mulligan comprò tutte le ossa di balena che riuscì a trovare e le ammassò in giardino, senza sapere che farsene. 
Nessuno sapeva che farsene, erano uno scarto.

In quel momento scoppiò la moda delle gonne larghe e dei corsetti.
Nessuno seppe dire esattamente come fosse iniziata.
Si parlava di uno stilista arrivato da lontano, comparso dal nulla e sparito nel giro di poche settimane (in una nuvola di fumo).

Fatto sta che tutti li volevano, e guarda un po’, la struttura era fatta con ossa di balena.

Qualunque cosa facesse era un successo.

Scrisse nella propria autobiografia “I found I was very lucky in spekkelation”.
Pensavate che mi fossi inventato il suo modo di parlare?

Lord Dexter

All’età di 50 anni aveva accumulato tanta ricchezza che la gente da “zotico” cominciò a definirlo “eccentrico”.
Era già ricco, e molti lo definivano da un pezzo schifoso, ma solo adesso era diventato schifosamente ricco.

Per allineare la percezione pubblica alla propria autostima, impose a tutti i sottoposti di chiamarlo “Lord Dexter” e cominciò a comportarsi da nobile.
Basandosi su quella che era la “sua” idea di nobile.

Comprò un’enorme quantità di libri da esporre in casa, anche se non ne lesse nessuno.
Passò poi a circondarsi di casi umani per crearsi una corte grottesca composta da studiosi ignoranti e veggenti, ma all’interno della quale spicca il poeta.

Venne a sapere che in Europa i nobili avevano dei poeti personali, quindi cooptò un malcapitato trovato al mercato intento a vendere pesce e lo promosse a letterato.
Da qualche illustrazione vide che i poeti portavano in testa una corona di alloro e, forse per la poca chiarezza dell’immagine, forse perché aveva solo quello in giardino, gli fece una corona di prezzemolo.

E questo, pur di guadagnarsi la pagnotta, penzolava tutto il giorno in casa facendo il cosplay di Dante.

Funeral party

Non sentendosi comunque apprezzato abbastanza, fece la cosa che una normale mente squilibrata e narcisista farebbe: simulò la propria morte perché ci si rende conto delle cose importanti solo quando vengono a mancare.

Organizzò in una delle sue residenze un vero mausoleo, si fece preparare una bara, poi fece spargere la voce della sua morte con un invito al funerale e la promessa di tanto alcol.
Si presentarono in 3.000.

Lui rimase nascosto per tutto il tempo, osservando le reazioni della gente con l’intenzione di segnarsi chi fosse venuto e farla pagare poi agli altri.
Tendenzialmente fu abbastanza soddisfatto, ma, a un certo punto, notò la moglie sghignazzare con alcune amiche.

Con la grazia che lo contraddistingueva, la seguì in cucina e le fece una scenata.
Il trambusto attirò la gente fuori casa.
«In cucina! Guarda!»
«È un fantasma!»
«E’ uno zombie!»
«No, è quello stronzo di Timothy che ci ha presi per il culo.»

Una persona normale avrebbe provato un minimo di imbarazzo, ma lui era superiore a queste cose.
Si fece una risata e passò la giornata a bere insieme ai convenuti.

L’indomani mandò un biglietto di ringraziamento a tutti per la partecipazione al proprio funerale, tranne che alla moglie.

A Pickle for the Knowing Ones

Prima di morire, sul serio intendo, sentì che per diventare davvero immortale avrebbe dovuto lasciare un’opera magna sulla sua vita e sui suoi pensieri.
Era troppo orgoglioso per considerare un problema il fatto di saper a malapena leggere e scrivere, ed infatti non chiese a nessuno una mano per la correzione della bozza.

Il testo, ancora acquistabile su amazon, è famoso per avere più di 8.000 parole, ma nemmeno un elemento di punteggiatura o a capo.
È un blocco continuo di parole inventate e sgrammaticate, con maiuscole messe completamente a caso.
Una volta decifrato, continua a non avere senso.

Il risultato è una specie di Lorem Ipsum.

Ime the first Lord in the younited States of A mercary Now of Newburyport it is the voise of the peopel and I cant Help it and so Let it gone Now as I must be Lord there will foller many more Lords pretty soune for it Dont hurt A Cat Nor the mouse Nor the son Nor the water Nor the Eare then goue on all is Easey Now bons

Qualcuno lamentò la mancanza di punteggiatura, e quindi armato di cazzimma aggiunse una pagina con un elenco di virgole e l’invito di posizionarle a piacere.

punteggiatura

Timothy Dexter è davvero esistito?

Timothy Dexter, nato il 22 gennaio 1747 a Malden, Massachusetts, da immigrati irlandesi poveri. Lasciò la scuola a 8 anni per fare il bracciante agricolo, e a 16 andò apprendista conciatore.

Sposò Elizabeth Frothingham, vedova benestante più anziana di lui, e con i suoi soldi entrò nel commercio di pellami.

Aprì bottega vendendo pantaloni in pelle d’alce, guanti, pelli e grasso di balena.

Informatore di cervi. Carica onoraria per una zona senza cervi e lui ne fu orgogliosissimo.

La speculazione sui Continental è vera in ogni dettaglio, compresi i numeri: nel 1790 il governo federale li rimborsò all’1% del valore nominale, e il Massachusetts pagò i propri titoli alla pari, cioè al 100%.

42.000 scaldaletti, rivenduti nelle Indie occidentali come mestoli e schiumarole per la lavorazione della melassa, carbone a Newcastle durante uno sciopero dei minatori, ossa di balena e crinoline… è un po’ complicato. Vengono riportate in diverse fonti, ma nessuna ufficiale.

“Lord Dexter”, i libri comprati e mai letti, la corte di veggenti e sedicenti studiosi.
Il poeta di corte esiste e si chiamava Jonathan Plummer, venditore ambulante di pesce. Dexter lo vestì con una finanziera nera frangiata e gli mise in testa una corona di prezzemolo.

Il finto funerale con circa 3.000 persone: vero.

A Pickle for the Knowing Ones (1802), sono circa 8.800 parole senza punteggiatura a cui nella seconda edizione aggiunse la pagina di segni d’interpunzione da distribuire a piacere.

Il genio della lampada, e il fatto che ricompaia come consulente del Massachusetts, sindacalista a Newcastle e stilista di corsetti… Diciamo che non rintra nella versione documentata.

Le tre carte, la cassa che uccide il marito, il dente perso mordendo la corda, sono invenzioni narrative.
Jacobson, Lord Warburton, Mulligan e il Comitato anti-Timothy sono invenzioni narrative, anche se molti in maniera meno organizzata fecero il possibile per farlo fallire.

Quando vide la moglie al funerale non è che le fece proprio una scenata, la trascinò in cucina e la prese a bastonate.

Divenne estremamente benestante, ma non il più ricco su scala continentale, anche perchè sperperava con la stessa allegria con cui guadagnava.

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