Esistono storie talmente assurde da riuscire da sole a mettere in discussione l’intero concetto di evoluzione umana.
Una di queste è ambientata negli Stati Uniti ovviamente, per la precisione nel 1993 ad Harleyville, una città della Bible Belt composta per il 90% da redneck che come titolo di studio hanno l’esame della patente.
Il resto è acqua.

📜 Nella provincia più ottusa d’America, il venditore d’auto Wade Quattlebaum riuscì a trasformare un’antenna montata su un manico di plastica nel rivoluzionario “Quadro Tracker”, arricchendosi vendendo pseudoscienza a golfisti felicemente inconsapevoli.
1 – Ogni minuto nasce un fesso <- sei qui
2 – La bacchetta magica a scuola, ma non è Hogwarts
3 – Fa esattamente ciò per cui è stato progettato: soldi
Wade Quattlebaum è un tipico venditore d’auto: avido, carismatico, sicuro di sé e senza scrupoli.
Con la sua parlantina è capace di stordire un cliente, individuando e sfruttando astutamente le sue debolezze per vendergli qualunque cosa.
Per questioni di praticità lo immagineremo con le fattezze di Pietro Gambadilegno.

Si rese presto conto che i clienti pieni di soldi e con il cervello da scoiattolo avevano tutti una passione: il golf.
Non che occorra essere degli idioti per riuscire a colpire una pallina con una mazza, ma di sicuro non è qualcosa che ti intralcia.
Essendo degli incapaci che cercavano solo di darsi delle arie, passavano la maggior parte del tempo a cercare le palline lanciate qua e là, e Wade prese nota.
Anzi fece di più.
Prese la scatola degli attrezzi e mise insieme un accrocchio composto da un manico di plastica e l’antenna di una radio, montati insieme in modo che potesse oscillare casualmente al minimo movimento involontario del polso.
“Nessun uomo è mai fallito sopravvalutando l’ignoranza del pubblico americano.”
P. T. Barnum
Il pollo è servito
«Sto per darti l’opportunità per fare un figurone al campo da golf!» fece Wade a George Davenport, il più citrullo nella sua cerchia di clienti.
Per questioni di praticità lo immagineremo con le fattezze di Pippo.
«Ma non mi avevi chiamato per quell’affare dell’auto europea? Come si chiama… ah sì la Duna!»
«Si… certo… quello dopo… Prima questo», si guardò attorno sospettoso per assicurarsi che non ci fosse nessuno «questo è un Quadro Tracker mark 1!» e tirò fuori l’accrocchio dalla tasca interna della giacca.
«Incredibile Wade, complimenti! E cos’è?» chiese George eccitato.
«È una mia invenzione modestamente»

Il mitico Quadro Tracker all’opera in un campo da golf
«Ah! L’ho sempre detto che la scuola è inutile!» esclamò George con un moto di orgoglio.
«Sempre detto anche io! Basta avere cervello come noi due! Io nemmeno ho finito il liceo e guarda dove sono!» George oramai era coinvolto, nella sua mente Wade aveva confermato ogni suo pregiudizio sull’istruzione, e per transitività sui nerd, sugli ingegneri, sugli avvocati e via via fino ai politici. Ora erano diventati amici fraterni.
«Lo prendo, ma cosa fa?»
«Cosa fa? Ahahah!» si avvicinò poggiando confidenzialmente una mano sulla spalla del citrullo « Questo gingillo riesce a trovare una pallina da golf ad un quarto di miglio di distanza, ma questo è il meno. Vedi,» sollevò la mano destra verso l’orizzonte, e George la seguì con lo sguardo «con il Quadro Tracker non dovrai sprecare le mattinate a cercare palline come i tuoi compagni sfigati, potrai impiegare il tuo tempo per migliorare il tiro, e finirai a giocare con quelli che contano, farai carriera in un attimo, e sai una cosa? Tu saresti il primo ad averne uno, diventerai una star al golf club. Ecco, ti sto dando questa opportunità, promettimi di sfruttarla.»
George si passava a scatti una mano tra i capelli, aveva gli occhi sgranati, e davanti a sé non vedeva più il negozio di auto usate ma se stesso che centrava il green, stringeva mani e si sedeva ad una scrivania enorme. «Grazie Wade, sono… sì! sì! ti prometto che non ti deluderò! Insomma ok lo prendo! Quanto vuoi?»
Gli occhi di Wade Quattlebaum brillarono per un istante. «George,» scandì lentamente «vedi il prezzo di listino sarebbe 400$, ma per te, dato che è la prima vendita e sono un sentimentale, farò solo 40$»
Il prezzo totale per il manico di plastica e l’antenna non raggiungeva i 2$.
«Grazie! Ehm… ma come funziona? Sì insomma… come lo devo usare? Ci sono le istruzioni?» chiese George.
«Sono io le istruzioni! Il Quadro Tracker è sintonizzato sulle frequenze di vibrazione delle palline da golf.
Ti basta camminare e seguire la direzione in cui punta l’antenna. Non ci sono batterie perché… perché…» un attimo di panico «ah sì! ehm… il dispositivo funziona facendo oscillare l’elettricità statica prodotta dal corpo che inala ed espira gas dentro e fuori la cavità polmonare e carica gli elettroni neutri fluttuanti con la maggiore forza del segnale»
Questa è la spiegazione reale che darà Wade ai giornalisti. Un plauso agli elettroni neutri e ai giornalisti che la presero per buona.
«Ho capito!» mentì George «Si sul serio, penso di aver capito, avevo sentito parlare di una cosa del genere in tv, si, la cosa dei cosi che oscillano e si caricano con il coso… si, ha senso»
L’effetto Dunning-Kruger è la tendenza delle persone con scarse abilità in un’area specifica a sovrastimare le proprie competenze in quell’ambito.
George ne era il testimonial.
«L’avrai fatto brevettare, vero?»
«Ehhhh… no… sai… è che i cosi… gli elettroni… è un segreto industriale, se lo brevettassi non sarebbe più un segreto e qualcuno potrebbe rubarmi l’idea»
Le pseudoscienze sono teorie che si presentano in una veste apparentemente scientifica, ma rifiutano di essere sottoposte a verifica.
George le aveva trovate tutte convincenti.
Alla fine arriva Harriette
«Oh George, ma non ti rendi conto che è un truffatore e sta blaterando solo stupidaggini?» sbottò finalmente Harriette Davenport, povera moglie di George.
«Perdonala, Wade, si intromette sempre.»
«Ma l’hai ascoltato? Sta inventando robe senza senso per venderti quel… quel… coso! E’ come per l’affarone del videoregistratore dell’anno scorso, o… o… come per…»
«Signora? Signora, mi scusi, si è persa?» si intromise Wade per riprendere il controllo, spiazzando la donna.
«Eh? Come? Io…»
«Signora, per caso si è persa?»
«Io… No certo che no…»
«E allora che ci fa fuori dalla cucina?»
«Eh eh eh bella questa», sghignazzò George.
Harriette barcollò un istante e poi si irrigidì, come se avesse ricevuto anche un colpo fisico. Tentò di articolare una risposta, ma sentiva la mascella serrata, riuscì solo a emettere qualche suono sconnesso.
«Signora?»
«Che cosa vuole adesso?» sbottò, riuscendo a ritrovare di nuovo il controllo.
«Volevo chiederle solo come si chiama…»
Data la recente esperienza, sentì di essere finita in un’altra trappola del venditore, istintivamente fece un piccolo passo indietro, sollevando lievemente le mani come a proteggersi da qualcosa.
Rimase così un paio di secondi fino all’intervento inopportuno del marito.
«Si chiama Harriette»
Se non fosse stato un imbecille, lo si sarebbe potuto accusare di intelligenza con il nemico.
«Harriette,» riprese subito il venditore «gli uomini stanno parlando di affari, perché non te ne torni in macchina ad aspettare? Su su! C’è un negozio di scarpe dall’altro lato della strada.»
Il viso di Harriette diventò rosso tendente al san marzano. Tentò di rispondere qualcosa, guardò il marito e, presa da maggiore sconforto, si allontanò a passi veloci verso la propria macchina, ripromettendosi di sfogare nuovamente la frustrazione sputando nel piatto del coniuge.
«Wade, mi dispiace, è una buona moglie ma pensa di poter mettere bocca su tutto. Secondo me è perché ha fatto due anni di college. Per fortuna l’ho convinta a lasciare, altrimenti chissà che sarebbe diventata.»
«Non è successo niente, George, ma promettimi di non diventare una di quelle mammolette che si fanno dire cosa fare dalle mogli. Anzi, George, sei un uomo intelligente, non devi farti dire mai da nessuno cosa fare, promesso?»
«Oh sì sì, certo, puoi starne tranquillo»
«Ok bene, questo è quello che dovrai fare…»
«Dimmi tutto», rispose George che non aveva capito niente.
Per mantenere il controllo su un pollo è fondamentale isolarlo da amici e parenti, per evitare che possano esercitare la propria influenza per farlo rinsavire.
Funziona! Più o meno…
Alla fine il pollo acquistò l’accrocchio ed anche la Fiat Duna ad un prezzo osceno.
La stessa settimana si recò al golf club con i colleghi, e quando dopo il primo colpo si misero a vagare tra i cespugli, tirò fuori il Quadro Tracker.
Tentando di sopprimere un sorrisino di autocompiacimento, iniziò a cercare.
Trovò la pallina di un altro giocatore, per caso, e da quel momento tutti ne vollero uno per non passare da sfigati.
Da questo successo inaspettato nacque la Quadro Corporation, in cui si aggiunsero soci e venditori.
Essendo meno tecnologico di una macchinina a molla non riusciva a indicare la posizione di un bel niente, oscillava a casaccio, ma tutti erano soddisfatti perché anche se perdevano lo stesso tempo a palpeggiare il sottobosco del campo e adesso sembravano dei rabdomanti, avevano la sensazione di essere in controllo di qualcosa invece che dover subire passivamente una situazione.
Che poi in realtà esistevano già delle soluzioni per ritrovare le palline da golf, avevano grossi limiti, ma almeno funzionavano.
Wade non aveva ancora realizzato cosa aveva appena creato.
Lo avrebbe capito quando avrebbe visto il conto in banca.

Continua in La bacchetta magica a scuola, ma non è Hogwarts, dove Wade scopre che più la spari grossa e più sei credibile.
Il Quadro Tracker è una storia vera?
Sì: al netto dei dialoghi e dei personaggi di contorno, la storia è realmente accaduta. Il Quadro Tracker fu prodotto dalla Quadro Corporation di Harleyville, in South Carolina, tra il 1993 e il 1996.
Wade Quattlebaum era davvero un ex venditore di auto usate, e l’aggeggio nacque per trovare palline da golf prima di essere spacciato come rilevatore di droga, armi, esplosivi e perfino persone scomparse.
La spiegazione sugli “elettroni neutri” caricati dall’elettricità statica del respiro è autentica: è la giustificazione pseudoscientifica fornita dall’azienda.